Racconti, aneddoti e ricordi in una successione di atmosfere di un tempo, nelle storie e nei visi puliti della Posillipo a cavallo degli anni '50 e '60, nelle memorie di Maria Civita.
mercoledì 23 febbraio 2022
L'isola... che non c'è
sabato 27 novembre 2021
Cosa vuoi fare da grande?
Carmela era rimasta vedova e aveva preso il posto del marito, portiere del palazzo nel quale abitavamo in inverno dopo le lunghe estati trascorse a Posillipo.
Era una donna anziana, dai capelli rossi, che distribuiva la posta e spazzava il cortile. La figlia Titina, per darle una mano, venne ad abitare con lei insieme al marito pompiere e alle loro tre figlie. La più grande delle tre, Elena, era mia coetanea e spesso veniva a giocare a casa mia. Vedevo suo padre in divisa, con il casco, ritirarsi sfinito e... lo invidiavo.
Tornava a casa e raccontava degli interventi della giornata: allagamenti, incendi, salvataggi di persone e animali, uso della scala Maginot per raggiungere tetti, alberi, cornicioni e terrazzi.
E poi le autobotti, gli idranti, la sirena... Invidiavo lui e i suoi compagni, per questa vita avventurosa costellata da atti di eroismo mai ostentati.
Forse la mia incondizionata ammirazione per i pompieri è nata proprio così. Tanto che quando a scuola alle elementari ogni anno la maestra dettava il fatidico tema "Che cosa vorresti fare da grande?", mentre le mie compagne scrivevano che avrebbero voluto diventare chi concertista di pianoforte, chi ballerina, chi violinista etc. (allora non c'erano le veline e le presentatrici televisive), io puntualmente scrivevo :"il pompiere".
In terza la maestra si preoccupò, in quarta mandò a chiamare i miei genitori.
Mia madre mi iscrisse a una scuola di danza classica, ma i risultati non furono quelli sperati.
In quinta, al solito tema, cambiai.
venerdì 5 novembre 2021
Favurìte!
Non ne sono certa, ma mi piace pensare che augurare a qualcuno "buona giornata" sia una forma di saluto beneaugurante che appartenga solo ai Napoletani, e forse ai meridionali.
mercoledì 20 ottobre 2021
La signora Fabris
Chi ha frequentato Riva Fiorita non può non ricordarla: certamente non passava inosservata!
Era amica di tutti e tutti le volevano bene.
In tanti anni di permanenza a Riva Fiorita non c'è persona che l'abbia sentita dire una parola contro qualcuno.
Per lei tutti erano buoni, tutti belli, tutti bravi.
Era nata a Cava dei Tirreni, ma si riteneva napoletana, anzi posillipina, a tutti gli effetti.
Si chiamava Alberta, ma tutti la chiamavano Albertina e questo nome, forse proprio perché rapportato a lei, mi ha sempre fatto pensare ad una stretta di mano forte e leale di una persona sincera e gentile.
Innamorata della vita e del mare , era una signora di bei principi, di bei sentimenti, sempre pronta a stupirsi per una novità, ad entusiasmarsi per un successo altrui, a partecipare con affetto vero ad una gioia o ad un dolore di un conoscente.
Mi piace ricordarla mentre declamava una poesia di Viviani ad una festa sulla terrazza dello Stabilimento, o quando risaliva da mare tutta ricoperta di alghe per fare divertire i bambini della spiaggia, o dopo la messa alla chiesa di Bellavista, circondata da ragazzini festosi.
Anche lei è un personaggio indimenticabile di Riva Fiorita.
lunedì 27 settembre 2021
Estate a Posillipo
I Lo Russo
...e poi arrivarono a Riva Fiorita i Lo Russo.
Tre fratelli, di cui due gemelli e le loro famiglie.
lunedì 23 agosto 2021
La rada del Cenito
E' soltanto cambiata la tipologia delle imbarcazioni, ma la rada del Cenito continua ad essere il punto di ormeggio e di ritrovo per i natanti appartenenti ai napoletani che in estate rimangono in città.
Si tratta di un'ampia insenatura dominata a sinistra dallo chalet di Villa Gallotti, costruito sulla sommità di una grande grotta, e a destra dalla villa Carnap, che si intravede dal mare immersa nella vegetazione del suo parco.
Guardando verso terra, un'altra alta grotta, in parte murata, si trova in fondo alla spiaggia dalla rena sottile alternata a delle chiane ricoperte di alghe; le stesse alghe verdi che spesso si ritrovano pescate sulle marre delle ancore quando queste vengono salpate.





